Il Progetto

Il progetto C.A.S.T.L.E. : a Chess curriculum to Advance Students´ Thinking and Learning skills in primary Education (l’acronimo ricorda anche, in inglese, la mossa dell’arrocco) è nato sotto la spinta di tre partner in possesso di una grande esperienza in campo scacchistico scolastico: L’Alfiere Bianco in Italia, la Deutsche Schulschachstiftung (Fondazione tedesca scacchi a scuola) in Germania, il Club Ajedrez 64 Villalba in Spagna.

Crediamo che il nostro comune denominatore sia la convinzione che gli scacchi, introdotti a scuola, nutrano la crescita degli individui coinvolgendo le abilità peculiari della natura umana: la comprensione delle leggi che regolano causa ed effetto, la capacità di scegliere, la possibilità di interpretare le relazioni tra le cose e di proiettare nel futuro la propria scelta, pianificando a lungo termine la propria strada e assumendosene la piena responsabilità.
E’ questo che vogliamo insegnare ai bambini tramite gli scacchi. Ma vogliamo anche insegnare loro che per proseguire nella vita lungo il percorso che si è scelto, per andare avanti con successo, si ha sempre bisogno degli altri, in quanto l’uomo è una collettivo di persone, e la società è il suo habitat.

Gli scacchi insegnano anche questo: per ottenere dei risultati bisogna imparare a relazionarsi con gli altri, accettare la loro presenza e saperla valorizzare sentendosi accettati. Il gioco è una palestra della vita, dove impariamo immediatamente a misurarci con le difficoltà, le sconfitte, oppure con i successi e le vittorie…ma sempre tutto quanto collocato in uno spazio ben definito, in un tempo che non durerà, nel bene o nel male. Cosa conta, più di questo, e sapere cosa ha portato al successo, oppure alla sconfitta, per poter fare la nostra scelta in futuro, evitando il ripetersi di situazioni spiacevoli, nella vita, con gli altri o sulla scacchiera.
In fondo, qualunque pianificazione di un’attività che sia lavorativa, oppure un viaggio, un gesto atletico e in fondo tutte le azioni che si svolgono quotidianamente, nel mondo che è una grande scacchiera fatta da “nere notti e bianchi giorni” (Jorge Luis Borges), richiedono una valutazione della situazione, una sua interpretazione e il riconoscimento dei punti deboli e forti di essa, si dovranno operare delle scelte, avere l’abilità di proiettarle nel futuro creando, fondamentalmente, una strategia…grande o piccola che sia.
Le nostre esperienze, nelle attività scacchistiche scolastiche, si sono sviluppate negli anni principalmente grazie all’operato di istruttori di scacchi, che introducevano l’avviamento al gioco nelle scuole, come esperti esterni. E’ la principale modalità tuttora esistente nel mondo per l’avviamento dei progetti “Scacchi a Scuola”, se tralasciamo paesi come Turchia, Armenia, Francia (principalmente in Corsica), solo per citarne alcuni, dove il Ministero dell’Istruzione ha avviato un programma di formazione insegnanti e gli scacchi sono entrati nel sistema educativo “dalla porta principale”, cioè portati in classe come materia tramite gli insegnanti. In effetti il modello “Scacchi a Scuola con Istruttori” presenta diverse lacune, non sotto il profilo tecnico ma in quanto a continuità dell’attività negli anni (sono un costo per le scuole), portando difficilmente buone ricadute sull’apprendimento e sull’educazione dei ragazzi. Un altro punto a sfavore dell’impiego di esperti esterni, quindi oltre al loro costo e alla scarsa continuità derivante da ciò, è che la preparazione pedagogica di un insegnante e la sua conoscenza peculiare degli alunni, assommate, rendono l’ambiente di apprendimento senz’altro più favorevole, rispetto all’impiego di un esperto che non ha forzatamente una continuità relazionale con i ragazzi e che non ha ricevuto la medesima quantità e qualità di formazione, in campo educativo, dell’insegnante. Da questa consapevolezza scaturisce tutto l’assetto del progetto CASTLE.